Vigneto Pusterla

  • BRESCIA – LOMBARDIA
I più conosciuti vigneti produttivi urbani sono quelli di Parigi a Montmartre e di Vienna. In Italia ci sono vigneti urbani in molte città, e il Vigneto Pusterla a Brescia è per quel che conosce fino ad oggi, il vigneto urbano più esteso d’Europa (quasi quattro ettari).
L’Azienda Agricola Maria Capretti, che lo gestisce, prende il nome dall’erede della famiglia che rappresenta lo storico propietario del fondo conosciuto anche come Vigneto Capretti o Vigna del Castello.

PUSTERLA 1037

Da un’accurata selezione delle uve migliori per maturità ed esposizione in vigneto, in buona parte provenienti dalle piante più vecchie, nasce, grazie anche ad una vinificazione particolare sulle bucce, questo “Pvsterla 1037”, anno che segna la nascita della coltura della vite lungo le pendici del Castello di Brescia.
L’affinamento accentua alcuni tratti caratteristici del vino, il fruttato, sia al naso che in bocca, si evidenzia con note precise di mele e albicocche. La freschezza trova giusta compensazione in un corpo più ampio e i tipici tratti ammandorlati sono più fini ed eleganti con una maggiore persistenza complessiva . Si completa con piatti di pesci di lago con salse bianche al burro o olio (tinca all’iseana, luccio, piccole anguille o semplici lavarelli e coregoni), formaggi semi-stagionati e stagionati, o carni bianche, che possono confrontarsi più direttamente: un coniglio alla bresciana, magari cotto utilizzando lo stesso vino, costituisce un buon banco di prova.


PUSTERLA BIANCO

Il bianco Pusterla è un vino che ha un legame profondo ed essenziale con il vitigno autoctono “invernenga” e con il suggestivo e storico vigneto da cui proviene. Il vino, la pianta, il luogo in un intersecarsi visivo, olfattivo e gustativo che ci riporta ad un passato che non è solo storia, ma sensazione e segno.
Perfetta trasparenza e delicatezza di colore sono caratteristiche di tipicità di questa rara uva. Pulizia, delicatezza olfattiva, tratti floreali, sono frutto di un ambiente unico dove per secoli si sono incrociate natura e vicende umane. Gusto asciutto, vena acida presente, con finale e tipica sensazione amarognola di mandorla, retrogusto che ci riporta alle piccole mele
selvatiche, alle armelline delle albicocche.
Un vino che si può definire diverso, la cui delicatezza gusto-olfattiva e freschezza spinge ad accostamenti con piatti semplici, antipasti e aperitivi. Ma può bene accompagnare verdure a tendenza dolce (patate, carote, piselli e, soprattutto, asparagi) e primaverili insalate di carni bianche.


DOLCE PASSIONE

Dolce Passione è ottenuto da un attento appassimento di uve bianche Invernenga del vigneto Pvsterla, teso a preservare tutte le caratteristiche di freschezza olfattiva dell’uva originaria e suadenza gustativa degli zuccheri che tale appassimento concentra. Giallo vivo e brillante alla vista, presenta all’olfatto aromi fruttati e floreali. Su tutti una buccia di pera piacevole ed originale, a seguire camomilla ed erbe fresche. Ad un’espressione olfattiva generalmente inusuale, segue un gusto delicato in cui la lunghezza zuccherina caratterizza tutte le sensazioni gustative. Insolita, per la tipologia, è anche l’equilibrata presenza di alcol che lascia sviluppare le note olfattive e dà piacevolezza nella beva. Da gustare fresco ad una temperatura di 10°-12° solo o in un insolito accompagnamento di frutta fresca bianca o di piccola pasticceria (cremosi alla frutta o crostatine con frutta bianca).


FUOCO D’INVERNO

Dalle vinacce fresche d’Invernenga si ottiene, mediante metodo discontinuo a vapore in caldaietta di rame, una grappa limpida con 40% gradi alcolici. Ciò consente alle note olfattive di emergere nella loro immediatezza, con rimandi precisi all’uva di provenienza: fiori bianchee mela e successivamente sentori di semi di frutta (armelline dell’albicocca, semi di mela)
per concludersi lasciando nel bicchiere polpa di mela cotogna.
L’ingresso è morbido per poi svelare solleticante pungenza alcolica e gradevole secchezza, che invitano ad un ulteriore assaggio. Da provare solo nella sua piacevolezza di distillato,
ma anche ad accompagnare biscotti dipasta frolla, frutta disidratata, frutta secca al naturale. Nell’abbinamento può essere servita anche fresca attorno ai 14°C.


MIELE D’INVERNO

A base di grappa Miele d’Inverno, un liquore a cui il miele prodotto dalle api ospitate nel vigneto conferisce ulteriore morbidezza e sentori che ne dichiarano felicemente l’utilizzo.
Data la sua peculiarità è da preferirsi solo, come singolare dopo pasto, il berlo alla stessa temperatura suggerita per la grappa quando abbinata, consente di apprezzarne appieno tutta la sua carica aromatica.



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