Siemàn

  • VILLAGA (VI) – VENETO
Siemàn, sei mani in dialetto veneto. Sono tre fratelli che venendo da percorsi professionali del tutto diversi, si sono ritrovati a condividere la passione per la viticoltura.
Coltivano i vigneti riducendo al minimo gli interventi con prodotti esterni, grazie ad un’attenta gestione della terra durante tutto l’anno. Escludono pesticidi, diserbo chimico e utilizziamo prodotti a base di funghi in quanto induttori di resistenza, per ridurre il rame. Utilizzano in massima parte uve autoctone, per salvaguardare e preservare il territorio.
In cantina la fermentazione avviene spontaneamente con i lieviti indigeni, non vi è manipolazione nelle varie fasi della vinificazione, né aggiunte di prodotti esterni di alcun genere, se non una minima quantità di metabisolfito di potassio nel mosto, quando necessario. Seguono questo processo lavorando il più possibile sulla pulizia, aspettando, ascoltando e rispettando i ritmi naturali. I vini riposano in botti di legno, cemento e acciaio per valorizzare al massimo le proprietà delle uve da cui derivano. In questo modo il vino nel calice esprime i caratteri del territorio.

Camaleonte

Uve: 50% garganega, 50% tai rosso
La fermentazione avviene spontaneamente con i lieviti indigeni, in tini di acciaio.
La garganega fa una breve macerazione di 2-3 giorni sulle bucce, mentre il tai rosso viene pressato direttamente (grappoli interi in pressa). Finita la fermentazione, la maggior parte del vino affina in tini di cemento, mentre una piccola parte riposa in botti da 225 litri (barrique). La decantazione e la pulizia del vino avvengono spontaneamente durante i mesi di affinamento, così come la fermentazione malolattica.
Al vino viene aggiunta una modestissima quantità di solforosa (2 g/HL), solo in fermentazione. Nient’altro.
A marzo dell’anno dopo, il vino viene imbottigliato con aggiunta di mosto congelato (lo stesso mosto del vino) per la rifermentazione in bottiglia.
L’utilizzo del 50% di uva rossa in questo vino dona particolari ma piacevoli note di tannino, che rendono il vino adatto anche al pasto. Non ci sono zuccheri residui.


Occhio al Bianco

Uve: 45% tai bianco, 45% garganega, 10% incrocio manzoni
La fermentazione avviene spontaneamente con i lieviti indigeni, in tini di acciaio. Macerazione di circa 5 giorni sulle bucce. Garganega e tai bianco fermentano assieme (uvaggio), mentre il manzoni fermenta da solo e poi viene aggiunto alla massa totale. Finita la fermentazione, la maggior parte del vino affina in tini di cemento, mentre una piccola parte riposa in botti da 500 litri (tonneau). La decantazione e la pulizia del vino avvengono spontaneamente durante i mesi di affinamento, così come la fermentazione malolattica.
Al vino viene aggiunta una modestissima quantità di solforosa (2 g/HL), solo in fermentazione. Nient’altro.
Come il tai rosso, anche la garganega e il tai bianco sono uve autoctone del nostro territorio. La macerazione e il particolare uvaggio donano carattere a questo vino, mentre l’incrocio manzoni dona una evidente nota aromatica.


Occhio al Rosso

Uve: 100% tai rosso
La fermentazione avviene spontaneamente con i lieviti indigeni, in tini di acciaio. Macerazione di circa 8 giorni sulle bucce. Finita la fermentazione, la maggior parte del vino affina in tini di cemento, mentre una piccola parte riposa in botti da 500 litri (tonneau). La decantazione e la pulizia del vino avvengono spontaneamente durante i mesi di affinamento, così come la fermentazione malolattica.
Al vino viene aggiunta una modestissima quantità di solforosa (2 g/HL), solo in fermentazione. Nient’altro.
Il tai rosso è una varietà molto fresca, autoctona del territorio dei colli berici. Se coltivata e vinificata con attenzione, regala un vino profumato e piacevole, mai aggressivo, di facile beva, che mantiene sempre la sua tipica freschezza.


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